#Solounsogno

Fu solo un sogno ma, quella notte, udii chiaramente la Realtà bussare alla mia porta.

Camminando lungo una strada deserta, di quelle vie petrose che si ritrovano negli antichi borghi medievali, vidi una prostituta farmi cenno dal ciglio. Abbassai lo sguardo, passando, per non darle l’impressione di volere la sua confidenza, e tuttavia non potei fare a meno di notarla con la coda dell’occhio. La sua nudità mostrava le zone più sensuali del suo corpo; ciò che più mi inquietava era, però, la somiglianza che il suo sorriso aveva con quello di mia madre. Ella stessa emanava, nello sguardo e nella posa, una certa autorità. Nonostante l’insistenza della donna, non mi fermai, non essendo lei ciò che cercavo. Nondimeno: cos’è che cercavo in quella cittadina desolata? L’avevo dimenticato.

Ora, nel desiderio di ripararmi al caldo, entrai in una delle casupole a schiera, la cui soglia era aperta quasi a invitarmi dentro, e la luce accesa. Un austero insegnante – lo intuii dal salone cosparso di libri, in parte buttati qua e là, in parte riposti in una grande libreria a muro – mi accolse con aria interrogativa. “Buonasera, c’è qualcosa che posso fare per lei? No, non dica niente: lei fugge da quella femmina là fuori. Non è il primo, lo sa? È mia moglie, non deve preoccuparsi”. Mi scrutò per un momento. Quindi, rompendo il silenzio, d’improvviso inveì contro di me: “Lei è una bestia!”. E così mi cacciò via dalla sua dimora.

Fu solo un sogno, eppur molto rivelò di me e dell’Uomo.

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