#Diciottoetrenta

Ore 18:30 – Tor Bella Monaca, periferia est di Roma, Michele, giovane tossico romano, esce dal supermercato e girato l’angolo si accascia a terra in preda alle convulsioni. Il volto del ragazzo si fa immediatamente cianotico. La via è buia e il rumore della pioggia incessante nasconde i flebili gemiti del giovane che muore lentamente, solo ed ignorato dal mondo.

Dall’altra parte della città, Gregorio, figlio di un noto avvocato del foro romano, si versa il secondo Sassicaia, mentre sottofondo parte Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd. Appoggiata la testa sulla poltrona, Gregorio chiude gli occhi, ripensando alla notte di sesso appena trascorsa con Martina, la sua ex, che tra due giorni si sposerà trasferendosi a New York con il suo futuro marito.

Ore 18:30, Manuel, bloccato sul Grande Raccordo Anulare, ascolta musica ad alto volume, fumando la sua quarta sigaretta in mezz’ora. Si scambia sguardi complici con la biondina che guida la Ford Ka alla sua sinistra. Il traffico improvvisamente si sblocca, i due si salutano, ognuno per la sua strada, ognuno verso il suo destino; non si rivedranno mai più.

Stesso orario, ma qualche km più a nord, al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, Rossana, piange disperata per la morte del padre, solamente un infermiere mostra empatia abbracciandola forte, gli altri, invece, proseguono il loro lavoro con profondo distacco. 

Un pensiero su “#Diciottoetrenta

I commenti sono chiusi.