#CapitanZero(prologo)

Solidarietà e Uguaglianza distese per terra.
Speranza era lì, buttata senza sensi.
Stavano perdendo, accatastate una accanto all’altra quasi senza vita, sostituite nel mondo da altre di plastica.

Gli uomini sulla terra osannavano Steve.
Credevano nel “pensa differente”, dove sei bello o sei bello o sei bello o sei bello o sei bello o sei bello o sei bello.
Mentre in realtà si era solamente più poveri.
Indifferenza e Individualismo, imponenti e smisurati erano i figli del signor Paura e della signora Ignoranza.

Ed era guerra, guerra vera ed ovunque, non astratta come questa storia.
Tra poveri contro poveri, perché non riuscivano più a riconoscersi uguali gli uni negli altri.

E finti salvatori rispondevano alla guerra con altra guerra a poveri che venivano da più lontano.

Perché non vi è umanità.

E senza l’Uguaglianza, la Libertà è zoppa e solo per pochi.
E senza la Solidarietà, si perdono le emozioni per crederci.
E senza la Speranza hanno comunque vinto loro.

E arrivò Capitan Zero che vedendo tutto ciò decise di giocare ad un altro gioco, con altre regole e parole, partendo da zero.
Riprese Solidarietà, Uguaglianza e Speranza e ne fece una bandiera e, dell’ironia ne fece un’arma.
Voleva ripartire dagli ultimi, con semplicità e umiltà.
E tra le figurine dei calciatori cercava gli eroi per trarne una morale.
E ne trovò una sola, che era simile ad un grido.

Ma non stava a lui darla stavolta.

Mentre R. Baggio sbagliava il rigore in finale.