#IlGrandeRaccordoAnulare

3 ore al dì sul Grande Raccordo Anulare per 365 giorni, corrispondono a circa 45 giornate passate sull’anello ferroviario più famoso d’Italia. 

Chi affronta ogni mattina il traffico del Gra sa quando parte ma non sa quando arriva; il guidatore si trova completamente immerso in una battaglia contro il tempo, tra nuvole di CO2, colpi di clacson e nervosismo imperante.

Capita così di vedere le donne – tra un cambio di marcia, un’accelerazione e una frenata – che si truccano in auto, chi scruta con un occhio i messaggi sul cellulare e con l’altro la fila di macchine davanti a sé, o chi addirittura osa talmente tanto, sfogliando il quotidiano, utilizzando il volante come fosse un leggio. C’è anche chi ascolta la radio ad alto volume o chi canta come stesse partecipando ad un’audizione di X Factor o chi, in preda ad una crisi di nervi, impreca contro tutto e tutti, improvvisando artistiche proposizioni blasfeme. Non manca, infine, chi si trasforma in uno speleologo, esplorando con tenacia e caparbietà le impervie cavità nasali, raggiungendo mete fino ad ora, ai più, sconosciute. 

Il GRA però può trasformarsi anche in una trappola, poiché l’imponderabile è sempre dietro l’angolo. 

Vi do un consiglio: se vi dovesse capitare di affrontare le corsie del temibile GRA, evitate di fumare una sigaretta prima di salire in macchina dopo aver fatto colazione, il raccordo è infame e non offre quasi mai vie di fuga.