#Estinzione

Un giorno qualunque, in un mese qualunque, il mondo si risvegliò avvolto da una tetra cappa nera. Somigliava a una sorta di pulviscolo aleggiante che non lasciava filtrare liberamente i raggi del sole, e questo causò un brusco calo delle temperature.

Le persone erano spaventate e si domandavano cosa stesse succedendo. Il gelo avvolse ogni cosa, i campi coltivati vennero decimati, molti animali persero la vita e le piante appassirono.

Tutti cominciarono a cercare i colpevoli di tutto questo: “Colpa dell’inquinamento!”, “Siamo troppi sulla Terra… colpa del sovraffollamento”, “Colpa di esperimenti paramilitari” e così via fino alle ipotesi più fantasiose.
In tutto questo, le persone reagirono nella maniera più inaspettata. Cercarono di accumulare più soldi possibile “in vista di tempi bui”, dicevano, e consumavano più legno per scaldarsi, più cibo per sfamarsi e più risorse per garantirsi una qualità di vita più alta in quel declino generale. Ma tutto questo non faceva che peggiorare la situazione.
I terrestri non riuscivano proprio a capire che quel pulviscolo tetro non era altro che la proiezione del pulviscolo di avidità che avvolgeva le loro menti, e i soldi non erano la soluzione ma ne erano in parte la causa.

La razza umana finì così per estinguersi soffocata dall’apatia generale. D’altronde l’umanità era già morta da un pezzo per lasciare spazio all’egoismo e all’egocentrismo.

Fu così che la Terra ritornò a vivere radiosa e bellissima come un tempo.