#LaFinale

Quel giorno in città, si respirò aria di impresa. Su ogni balcone sventolarono bandiere giallorosse. Anche chi, fino a quel momento, non aveva mai seguito il calcio, quel pomeriggio umido di Maggio, si strinse attorno alla squadra.

La Capitale, accolse un numero considerevole di tifosi. Erano più di ottantamila, tutti colorati, tutti pronti a sostenere i propri idoli. Lo stadio completamente gremito. I giallorossi erano di più, cantavano, urlavano, ballavano, sentivano il sostegno della nazione ma soprattutto il sostegno degli Dei del calcio, che li avevano condotti fin lì: a 90 minuti dalla gloria.

Dopo pochi minuti dal fischio d’inizio i giallorossi passarono in vantaggio.

Era incredibile quello che stava accadendo su quel rettangolo verde: il piccolo Davide, contro ogni pronostico, si stava prendendo beffa di Golia. Quel gol, neanche così bello, stava rappresentando, infatti, la rivalsa dei più deboli.

La gioia, però, non durò molto. Nel secondo tempo, arrivò prima il pareggio e nel finale – come nei peggiori incubi, su un calcio di rigore inesistente, ad un minuto dal termine – il gol della vittoria che decretò la sconfitta, immeritata, dei giallorossi.

Il sogno, dunque, svanì.

Durante la premiazione, il capitano del Nantes Landreau alzando la coppa, volle accanto a sè Becque, il capitano avversario.

La sera, nonostante l’esito della finale di Coppa, a Calais fu festa grande, si bevve e si danzò fino a notte fonda, per festeggiare i piccoli che sfidaroni i grandi.