#Houdini

La prima chiave spaiata della nostra rubrica è rappresentata dagli “Houdini”.
Li puoi incontrare in un locale, alle poste, a scuola, ovunque. Ti scrivono a giorni alterni ed i più temerari si sbilanciano usando la funzione chiamata del telefono. Inizi a pensare al meglio senza riconoscere il caso umano che celano finché, semplicemente, spariscono. A quel punto ti chiedi se siano morti o finiti in un’altra dimensione o magari rapiti per degli esperimenti scientifici.
Roba che la Sciarelli ci potrebbe fare 32 puntate di “Chi l’ha visto” senza comunque trovare una risposta alle nostre domande.
Tipo che il grande mago Houdini, al confronto, era un bambino che si divertiva a giocare a nascondino.
Voi avete mai incontrato un “Houdini”? Perchè io sì ed è sparito così.
Conosco N. ed entriamo nel solito circolo vizioso: scambio dei numeri, lui mi scrive, io gli rispondo, altre banalità e decidiamo di uscire. Ci vediamo per un paio di settimane e poi? E poi il nulla. IL NULLA COSMICO. Niente messaggi né chiamate. IL SILENZIO.
Lo rivedo, per caso, dopo qualche mese e mi sento dire: “Sono sparito perché non avevo più interesse a frequentarti.”
Ora, sorvolando sulla pacata reazione interiore in pieno stile psyco che ho avuto, mi chiedo: ok, ma dirlo chiaramente no? A quanto pare NO.
In sintesi, quando incontrate un Houdini non perdete tempo a chiedervi perché sia sparito, ma iniziate a cercare il suo coraggio chè, magari, se l’è perso tra i cuscini del divano insieme al telecomando della TV.