#Conati

C’era una volta una piccola libraia che camminava per la città. In verità, se proprio dobbiamo dirla tutta, non era poi così piccina. Camminava con i suoi stivali, perché se avesse camminato con stivali di altri sarebbe stato strambo, su e giù per le vie del suo quartiere, salite e discese, ogni volta che aveva del tempo libero. Ma il tempo libero della piccola, ma non piccina libraria, era davvero poco: durante il giorno, infatti, doveva mangiare tutti i libri della sua piccina libreria. Mangiava tutte le pagine dei libri, compreso l’indice, ma lasciava le copertine così poi si ricordava cosa digeriva il martedì e con quali pagine faceva colazione il venerdì. Quando passeggiava su e giù per le salite e le discese del suo quartiere, la piccola libraia ripeteva tutte le parole mangiate, le vomitava in continuazione addosso ai passanti, che dicevano: “Ah ma com’è disdicevole questa mica così piccina libraia, tutte queste parole in libertà non fanno mica bene, poi vanno ripulite tutte dalle strade, e chi è che paga, eh, chi è che paga“, ripetevano i passanti colpiti dai conati della piccola libraia.