#Fuori

Il bagno della discoteca è un lago di piscio e carta macerata. Raggiungo in punta di piedi l’orinatoio centrale e inizio a svuotare la vescica ma sono fatto strafatto e uno svarione mi coglie impreparato. Sbando e schizzo un po’ fuori ma c’è solo un fattone che dorme e quindi amen. Mi sistemo e mi ributto nella folla, obiettivo bancone bar. È un carnaio di disagiate e zombie e mi faccio largo scivolando tra i corpi.

Eccolo il bar. Alzo il braccio: “Scusa, scusa, capo scusa, mi fai un Cuba? Solo rum però, niente coca, metti più rum, grazie.”

Mi rigiro verso la sala ad aspettare. Figa ce n’è perché ne sento l’odore, ma non la vedo. Vorrei pippare, devo uscire. Prendo il Cuba no coca e mi aggrego a un trenino di dementi che va verso l’uscita, credo.