#ILimitiDelMondo

Aveva sempre desiderato uscir fuori dai limiti del proprio piccolo mondo. Sin da bambino il viaggio faceva parte delle sue aspirazioni più alte e, quando fu il momento, ormai maggiorenne e laureato – dopo già aver soggiornato alcuni mesi in tante grandi città italiane: Palermo, Napoli, Roma e Firenze; Bologna, Torino, Milano e, in ultimo, Venezia – preparò emozionato i bagagli e s’imbarco su un aereo diretto verso l’Europa. Vagò di luogo in luogo in cerca di una sistemazione che fosse soddisfacente e gli assicurasse quella dose di felicità che chiunque brama per se stesso in questa esistenza. Lungo il suo percorso visitò Londra, Vienna, Parigi, Berlino e Madrid, quindi Lisbona, Berna, Amsterdam, Bruxelles e Atene. Sceglieva le capitali giacché lì sperava di trovare, con probabilità maggiore rispetto alle città minori, l’esito delle sue ampie aspirazioni. Ma gli anni passavano insieme ai numerosi amori e alle professioni variegate che aveva imparato a svolgere per pagarsi di che vivere, e della meta tanto agognata, neppure l’ombra. Sempre vi era qualcosa che, a un certo punto della sua avventura, lo scherniva e invitava a ripartire verso altri lidi; un’angoscia di fondo che, simile a un demone, lo obbligava a distruggere tutto ciò che pur costruiva, per riniziare da zero alla scoperta di qualcosa di nuovo. Ed ecco che giunse infine la vecchiaia e, con essa, la saggezza. La felicità non l’aveva, ahimé, mai conosciuta. Ovunque andasse, infatti, non poteva fuggire da se stesso.