#Silenzio

Nina stava prendendo l’acqua fuori al terrazzino. Era ancora buio e faceva freddo. Cercava di fare piano, lì vicino c’erano le finestre dei Signori Allini.

Sentì come un lamento. Chiuse il rubinetto e prese il secchio, improvviso il rumore di uno schiaffo. E poi un altro. Nina si bloccò.

Fai schifo. Tu di mia madre non devi parlare, non vali la metà della sua unghia…

Era la voce del signor Allini. A Nina sembrò impossibile. Era così gentile e sorridente. Li aveva visti uscire insieme e la salutavano sempre. Per Natale le avevano regalato il panettone, era sgomenta.

Andò a lavare la scala.

Più tardi, mentre spolverava l’adrone, uscirono i signori Allini.

Buongiorno Nina

Guardò la signora, aveva un trucco pesante. Aveva nascosto così il rossore delle guance.

Pensò a come aiutarla, la chiamò con una scusa mentre il marito scendeva in garage.

Signora, io non so come dirglielo, ho sentito tutto stamattina e mi dispiace

Nina, ma cosa hai sentito?? Guarda che sbagli! Avevo la tv accesa e avrai sentito quella! Ma io dico… ma poi scusa, ma come ti permetti!

Nina arretrò investita da tutta quella indignazione.

Fu l’ultima volta che parlò con i signori Allini. Non le rivolsero più neanche il buongiorno. Nè gli auguri.

Nina capì così che per alcuni il silenzio è il posto migliore dove nascondersi.