#Lindeciso

L’uomo indeciso non è un Uomo. Detto questo è facile capire il triste epilogo per quelle che hanno a che fare con questa nuova chiave spaiata.
L’indeciso è quello che non sa cosa vuole, un po’ come il confuso, ma peggio. Peggio perché non è indeciso sul vino da scegliere o su “Cosa vuole fare da grande”, è indeciso su di te. E già che ci pensi -dico io- significa che c’è poco da pensare.

Uscivo con A. da un paio di mesi e, vedendo l’andazzo, decido di chiudere. Dopo avergli spiegato i miei motivi (perché non sono di certo Houdini), poniamo consensualmente fine a questi nostri sporadici incontri finché una sera non mi sento dire: “Hai tagliato i capelli? Ti trovo bene. Sai, stavo pensando di rivederci.” A quel punto, con la stessa tranquillità di Sgarbi davanti a un quadro falso, gli ho fatto presente che sarebbe stato meglio lasciar perdere visto che lui era sparito ed avevo scoperto che, oltre che con me, all’epoca si sentiva con altre tre ragazze. Non pago, A. risponde con un sorprendente “Non puoi dare per scontato che non voglia te. E se ti volessi? Sono indeciso. Non mi dai nemmeno il tempo per pensarci”.

Ecco. Questo è quello che mi ha detto, dopo mesi, in piena notte, in mezzo a una strada. Ovviamente l’indeciso è rimasto tale e, dunque, non è successo nulla.
Uscire con un indeciso è come un gatto in tangenziale: dura poco ed è pericoloso. Oltre al doversi sentir dire che “Non lasci il tempo per pensare”. Ma pensare a cosa? Non lo so, però lui ci sta ancora pensando.