#IlTrasloco

Anche il quinto giorno di ferie finì senza che riuscisse a vedere la fine. Calcolò tre giorni di lavoro serrato per poi godersi i restanti quattro nella nuova casa ma i primi due li passò a pensare, gli altri tre a cercare di capirci qualcosa, ma con scarsi risultati.
Non era un tipo fissato con l’ordine, ma vivere anche solo pochi giorni in quel casino gli toglieva il sonno. Si addormentava la sera stanco morto ma prima delle 4 non riusciva a smettere di girarsi e rigirarsi. Pensava a tutti i cartoni da aprire, ad ogni stronzata che non aveva buttato via e che adesso si sarebbe ritrovata tra i piedi e tutto questo gli stava togliendo il sonno.
Venne il sabato che passò subito mentre le scatole diminuivano e le cose da mettere in ordine aumentavano. Arrivò la sera del sabato ed anche il sonno disturbato dei giorni scorsi. La domenica mattina gli piombò addosso. Sapeva di avere davanti l’ultimo giorno di ferie e quelle ferie non le aveva neanche sentite, anzi. Decise di far andare mani, braccia, gambe, occhi e cervello e le ultime scatole scomparirono: tutti i libri messi in ordine, tutte le bottiglie al loro posto e gli asciugamani ben piegati.
Era domenica pomeriggio, sul tardi. Si poggiò sul divano per bere qualcosa, per festeggiare casa nuova e perché aveva una sete micidiale. Decise di sdraiarsi un attimo e riposare la schiena e poi sarebbe andato nella nuova cucina a prendere qualcosa di fresco.
In poco tempo si addormentò del migliore e assetato sonno della sua vita.