#PiazzaDuomo

Sono le 7 del mattino. Mi stropiccio gli occhi e tiro fuori un lungo sbadiglio. Un altro giorno inizia, mentre io sono fermo a quello prima. Il sole è ancora timido. Si sente solo il rumore lontano di treni che corrono non si sa dove. Do un morso in fretta al cornetto della sera prima, prendo le mie cose e corro. Sono in ritardo. Salgo al volo sulla metro e mi siedo vicino ad una signora che sta brontolando qualcosa. Arrivo alla mia fermata: Duomo. Un gruppo di persone vestite in giacca e cravatta scende con me, diretta verso gli uffici. Li osservo con un misto di invidia e compassione. E intanto, mentre salgo le scale del sottopasso, vedo la cattedrale disegnarsi davanti a me in tutto il suo splendore. Apro la mia valigetta e tiro fuori il costume da statua egizia. Lo infilo e mi preparo a 12 ore immobile, in piedi, aspettando gli sguardi straniti della gente mentre mi lascia qualche monetina nel cestino di vimini. Questa è la mia vita. Ma almeno da qui la vista è fantastica.