#Smarrimento

Incominciò a vivere una vita disordinata quando la sua compagna, dopo una storia di sette anni, lo abbandonò, lasciandolo solo nella casa che avevano condiviso sino a quel momento. Soleva destarsi la mattina con la voglia di restare a letto tutto il giorno, fino a che le esigenze quotidiane non lo costringevano a alzarsi e recarsi a lavoro, dove però non riusciva a rendere al meglio, semplicemente perché non provava più piacere nel fare ciò che aveva sempre fatto. Al rientro, trovava una dimora trasandata, che pativa l’incuria, come pure il suo stesso corpo la pativa: vestiti sgualciti e sporchi, barba incolta e capelli scombinati. Alla sera usciva di nuovo, a volte saltando il pasto, vagando per i locali della città con gli amici o da solo, a bere fino a perdere la coscienza annegando i ricordi dolorosi. Spesso avvicinava qualche donna tentando un approccio diretto, ma se non riusciva si fermava da una meretrice, per consolarsi sfogando almeno la propria indole animale. Rincasava tardi a stento; dormiva poco e male. Tali erano le sue giornate ripetitive e oscure.

Davanti allo specchio, un giorno, si rivolse a se stesso: Ebbene, non guardarmi in quel modo. So di essere un cattivo esempio. I miei comportamenti sono immorali, e non ne vado fiero. Ho solo perso la via. Prima o poi, la ritroverò tornando alla stabilità. Avrò una donna a fianco a me che sorriderà dei miei vizi. Così facendo stimolerà la mia virtù, ed io mi affiderò a lei. Ma non era nel giusto, e non avvenne.