#Vuoto

Aveva preso l’abitudine ad andarsene lì, sull’orlo del burrone vicino casa, all’ora del crepuscolo.

La sua stanza scoppiava di cose, e non riusciva a rilassarsi in mezzo a quella confusione.
Così aspettava lì l’imbrunire, passando il tempo a scrivere messaggi al telefono.

E scriveva a tutti quelli che avevano dimostrato interesse per lei, agli innamorati sinceri, a quelli che al massimo l’avrebbero ingroppata un paio di volte, a gente mai vista.

Poi scriveva alle amiche, ora di questo ora di quello, mai di tutti a tutte, per non sembrare poco seria.

Così per un paio d’ore, finché non si fece notte.

Quando finalmente le venne voglia di dormire, lasciò cadere il telefono nel vuoto, senza pensare che se con esso avesse gettato tutte le persone con le quali aveva parlato nell’ultimo anno, non se ne sarebbe sentito il tonfo, per quanto il dirupo era profondo.

Ne la mancanza.

Si diresse infine a casa, alla ricerca del sonno perduto.