#IlCoraggioso

Questa è la chiave spaiata a cui forse sono più affezionata: il coraggioso.

Questo eroe metropolitano si lancia in acrobatiche banalità per tentare di giustificare il fatto che lui -di base- non ti vuole. O meglio, una parte di lui ti vorrebbe pure (e non sto qui a dirvi quale parte), ma in testa ha Topolino che suona la fisarmonica e che gli dice: “Ehi amico, troppa fatica, ma chi te lo fa fare?” Quindi mentre tu stai lì a combattere con Topolino, lui realizza che non sa minimamente come gestirti, alza le mani e si arrende.

Con i coraggiosi la puzza di marcio la senti, ma ti tappi il naso.
Come affrontare l’eroe che prima esterna i suoi sentimenti e dopo sparisce perché: “Ho capito di non poterti dare ciò che vuoi. Ho bisogno di stare da solo e pensare alla mia vita, a cosa devo fare e a chi voglio essere”?
Che gli dici ad uno così? Niente. Ti ha appena scaricata con uno di quei metodi infallibili del “Sono un coglione e non ti merito” e il bello è che lo sappiamo -in cuor nostro- che non ci merita, ma quel fottuto istinto da crocerossine che manco fossimo a Pearl Harbor ci spinge a dire: “Ma no dai non è vero che sei un coglione vedrai che anche tu prima o poi capirai come gestire la tua vita, ci possiamo lavorare insieme”. E lui conclude con un: “No tu sei speciale e mi pentirò di questo, ma ho bisogno di stare solo e concentrarmi su me stesso. Tu meriti di meglio.”

E a quel punto che puoi fare se non abbracciare il bidone che ti ha appena mollato e consolarti davanti ad un bicchiere di whiskey?