#Casio

Questa storia del trasloco gli aveva tolto le forze.

Si svegliò sul divano ed era buio.

Crollò subito dopo l’ultimo scatolone che aveva sistemato.

Cavi, cavetti, alcune penne usb, un temperino e una confezione di elastici.

Si mise a sedere rimanendo a guardare il vuoto della casa nuova, chiedendosi che ore fossero.

Ricordò di aver acceso la radio e di aver ascoltato gli ultimi minuti delle partite.

Circa le 17, quindi. E c’era luce.

A Febbraio a che ora diventava buio?

Se lo chiese e si meravigliò di non sapere la risposta.

Prese il telefono per guardare l’ora ma niente, scarico.

Adesso gli avrebbe fatto comodo quello scatolone con i cavi. Sicuramente c’era dentro anche il suo caricabatterie. Chissà dove l’aveva messo.

Si alzò, andò nella nuova cucina e gettò lo sguardo alla parete alla sua destra dove aveva attaccato l’orologio, uno di quelli digitali. Ma ovviamente era ancora senza batterie. Niente orario.

Pensò di non aver dormito comunque troppo.

Aprì il frigo, prese da bere e tornò sul divano.

Accese la luce rimanendo qualche istante con gli occhi chiusi quando ad un tratto un debolissimo “bip bip” suonò.

Era il Casio che portava al polso sinistro.

Premette i due pulsanti al lato dello schermo che si illuminò.

Erano le cinque e mezza del mattino di un lunedì mattina.

Tra mezz’ora si sarebbe comunque svegliato per andare a lavorare.

Aveva ancora in mano la birra e pensò che non fosse una buona idea.

Tornò al frigo, posò la birra e prese il latte.