#FigliodelTempo

Crono, signore del Tempo, regnava incontrastato su tutti gli Dèi. Un giorno i suoi genitori Gea e Urano, ovvero la Terra e il Cielo, gli predissero che uno dei suoi figli l’avrebbe spodestato, togliendogli il trono. La profezia lo atterrì. “Che farò – diceva a sua moglie Rea, la Natura – se non avrò più facoltà di dispensare comandi, liberamente elargire e lesinare; quando dovrò ubbidire a uno venuto dopo di me, da me generato! E chi sarà mai, così potente e forse crudele, da poter costringere me ad abdicare, il Tempo a porsi dei limiti? No, non dovrà accadere.” Decise quindi di divorare ogni singolo pargolo da lei avuto. Ella non seppe opporsi, ma, impietosita, dopo aver tentato più volte invano di persuaderlo alla ragione, volle nascondere almeno l’ultimo frutto del proprio grembo, il piccolo Zeus, su un’isola, offrendo al marito una pietra avvolta in fasce da ingoiare al suo posto, per risparmiargli la vita. Ed ecco che questo bambino prodigioso crebbe, allevato da una ninfa e nutrito di latte di capra, in forza e intelligenza. Suo pensiero costante era di liberare i fratelli e le sorelle dati ingiustamente in pasto al padre. All’occasione, non ebbe paura: lo affrontò e infine sconfisse squarciando il suo ventre colpevole, da cui fuoriuscirono, grati, gli altri Dèi. “Accetterò il destino – egli disse – che stabilisce un termine per ogni cosa, e sarò lieto di farmi da parte quando verrà il mio successore, nel momento propizio”. Conquistò, così, la sovranità sul mondo.