#Incontri

L’altra sera ero sui Navigli e chi ti becco? Il Martinelli, pensa te, ‘sto babbo di minchia. Quante sberle che si prendeva a scuola minchia, tutto magrolino, con gli occhiali, sempre vestito dimmerda. Ora no, si è alzato un po’ di statura, ha fatto nuoto, dice; e anche di fisico, sembra un armadio, ma fa palestra, ‘sto scemo. S’è laureato il fesso, con lode a quanto pare. E gli occhiali non li porta più, dice che ha fatto l’operazione e ora vede da dio, pensa te. Poi vestito bene, tutto di marca il babbo, roba che costa, quasi avevo voglia di attaccargli ancora la cicca nella tasca come a scuola, minchia le risate quella volta, o come quando lo chiudemmo nell’armadietto per fargli fare il jukebox, da pisciarsi sotto. Ah, e s’è sposato lo scemo, che a scuola non lo cagava nessuna manco di striscio. M’ha fatto vedere la foto, è anche una bella figa, hai capito il quattrocchi? Come mi invidiava la fidanzata dei tempi. Ti sei segato pensandoci eh? Segaiolo maledetto.
Ha voluto a tutti i costi offrirmi da bere, il pezzente, con tutte le merende che gli ho rubato in classe mi sembra il minimo. Poi m’ha salutato che aveva il Suv in doppia fila e doveva scappare, sto coglione. Però prima m’ha lasciato due monete da 1 euro, e non ha voluto nemmeno comprarmi gli accendini, dice che c’aveva sperato tanto di incontrarmi un giorno. Perché se sei un coglione da ragazzino lo rimani pure da adulto.