#TimeAfterTime

Quanto tempo ci mette una lacrima a infrangersi sul pavimento durante un’emozione?

Avvicinati al mobile dei trentatre giri. Prendi quello con la copertina blu, quello con la ragazza danzante.

Tira fuori il disco e soffiaci sopra.

Il preambolo dell’emozione, in questo caso, è dato da quel tipico rumore del giradischi poco prima che incominci a suonare.

Scegli la seconda canzone.

“Lying in my bed I hear the clock tick and think of you”

La scossa alla schiena arriva già dopo la terza nota, ancora prima di sentire il testo. Ti prende in contropiede, senza pietà. Non te l’aspettavi così, dopo tanto tempo, vero?

“Sometimes you picture me, I’m walking too far ahead”

E’ come un pugno nello stomaco. Il viso si fa rosso, la mente sembra esplodere, ti manca il fiato.

Ed eccola che appare. Senza preavviso, senza aver bussato prima .

“If you fall I will catch you I’ll be waiting, time after time”

Scende, piano, pianissimo, lungo la guancia. Nessuno la può trattenere, ha la forza di mille ricordi, di mille sorrisi, di mille mani che si tengono strette.

“From deep inside, the drum beats out of time”

La guancia finisce e lei, impavida, decide di lanciarsi, lanciarsi giù, non ha più nulla da perdere.

Ti auguri solo che quel gesto non riduca solo la lacrima in mille particelle ma anche i ricordi che porta dentro, per soffrire di meno.

Quanto tempo ci mette una lacrima a infrangersi sul pavimento durante un’emozione?

Il tempo di una canzone, o almeno lo speri.

“Time after Time”