#Vivere

“Non voglio più soffrire. Non voglio più lottare.”

Questo pensiero, era una costante fissa per Michele. Non riusciva più a liberarsene. Voleva smettere di soffrire e di far soffrire.

Perchè? Non c’è mai un perchè, una logica, dietro chi decide di smettere di vivere. Viveva come se un buco nero assorbisse tutta la luce, dove nulla ha più senso, se non il nero dei pensieri e delle emozioni.

Vasco canta che domani si può vivere, ma oggi no, oggi posso stare spento. Michele era spento da anni. Il “domani vivo”, non arrivava mai

Ma si può smettere di voler vivere? Sì.

Era fragile. Si rompeva subito. Le botte della vita lo mandavano ogni volta in mille pezzi. Dalle cadute non si rialzava. E ne aveva prese di botte e cadute. Era in una spirale verso il basso che avvolgeva il suo animo come un boa fa con la sua preda, gli toglieva il respiro.

Eppure le cose fragili sono le più preziose. È più difficile realizzarle, la cura è maggiore.

Lo squillo del telefono lo ridestò. “Pronto?

Buongiorno, mi chiamo Valentina. È arrivato il libro che aveva ordinato, può passare a ritirarlo.

La voce squillante e allegra di Valentina lo innervosiva. “Ma cos’ha da essere così allegra?” chiese.

Valentina sorrise: “Ad esempio ho ritrovato il mio coprispalle.

Il coprispalle” ripeté Michele, che non aveva idea di cosa fosse.

“E lei, perché è così triste?” chiese Valentina

Era una situazione surreale. Decise di dirglielo: “Se ha 5 minuti glielo spiego

La ascolto”

Michele sorrise per la prima volta dopo molto tempo.

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