#Invitoacenacondelitto

Questa è una di quelle storie noir, tipiche degli anni ’60, ambientate in qualche piccolo sobborgo, tra whisky e nuvole di fumo; una storia che parla dell’assassinio di un melograno.

Il luogo del delitto? una cucina, un tavolo con un tagliere e schizzi di succo ovunque. L’arma del delitto? Un coltello affilato. C’era una sola sospettata: Marì. Tutte le prove contro di lei. La foto di quel violento omicidio era ormai su tutti i giornali. Agli investigatori disse: “Quel melograno sapeva troppo“.

Ora vi chiederete: c’erano le prove? E il movente?? Una confessione? Ma che storia stramba è?

Come in tutte le storie c’è sempre più di quello che si vede. Marì era ed è tutt’ora un’agente segreto, specializzata nel trovare, eliminare e poi bere, i pericolosissimi melograni.

Ma cosa sapeva di cosi segreto questo melograno?

Aveva scoperto la ricetta segreta della sua famosissima e buonissima crostata.

Tutte le accuse caddero e Marì fu scagionata, in seguito liberata e da quel giorno per tutti diventò Marì Melogranì. Se vedete un melograno tremare, significa che Marì è vicina.

 

Amando – Giovanni Lindo Ferretti