#SognoRealtà (Capitolo 1)

Siamo in missione, sotto copertura, la dura vita degli agenti speciali, dover stare vicini, lavorare fianco a fianco, eppure ignorarsi, anche quando, tolta la divisa, che non indossiamo mai, proprio perché siamo speciali, il nostro amore, il latente agli occhi dei più, può luccicare solo quando siamo soli.

Sono un semplice cameriere, costretto a servire nella sala di un hotel cinque stelle extralusso (citazione di Flavione Tranquillo, dopo uno scarico no-look di Harden a Durant nelle Olimpiadi di Londra 2016), mentre tu devi “controllare” un miliardario, indagato per ricettazione. Tra una portata e l’altra ti vedo mentre con fascino, muovendo a ritmo gli occhi verdi e selvanti i capelli neri, segui i movimenti di questo essere. La parte migliore tocca sempre agli altri.

Mentre sto per entrare in cucina, nel retro dell’hotel, tra bellissimi palazzi e strade ricche di storia, vedo due che si baciano. Bastano due secondi per riconoscere i tuoi capelli neri, nascosti da un cappellino da baseball e la canotta azzurra, quella che metti quando sei in palestra, e ti appoggi dolcemente alla spalliera svedese. La mia esitazione dura poco, sono con il “capo”, e come ben sai per lui il lavoro è il lavoro, le sue regole non ammettono eccezione, nemmeno quando si è amici.

Il mio sguardo va oltre, senza capire se questo fa parte della missione o meno. Le domande restano sospese, la realtà questa volta non arriva e cambia lo scenario onirico, in un continuo spazio temporale senza precedenti.