#DirettivaK

Corro nudo fra gli alberi; freddo intorno e calpesto la terra umida verso lampi di luce che stagliano le sagome delle fronde scheletrite giù in fondo. Altri intorno; gli occhi smarriti e corrono come me e li sento urlare nella mia testa. Un urlo strozzato da una frequenza.
Sono gli effetti della Direttiva K: “Appena sarete all’esterno dovete solo pensare a correre. Sentirete un forte ronzio. Mantenete la calma e continuate a correre e si risolverà tutto in pochi minuti
L’ultima risorsa. Segreta anche per noi che volontariamente abbiamo scelto. Hanno preso il sopravvento e abbiamo poche speranze di vittoria. Siamo riusciti a tenere testa fino ad ora grazie alle poche tecnologie che abbiamo strappato loro con un enorme sacrificio di vite. Ma cosa, come. Nudi nel fango corriamo spaventati. Aumenta il ronzio, mi sento pesante ma veloce mentre arrivo nell’area d’ingaggio. L’ultimo disperato assalto: ma come.
Mi sento esplodere mentre li vedo di fronte a me. Coloro che arrivarono con la loro idea di equilibrio naturale espressa nello sterminio di una civiltà. E noi dobbiamo sopravvivere: in qualche modo.
Cado a terra. Non riesco più ad alzare la testa. I miei passi diventano un calpestio veloce. Percezioni sconosciute. Guardo, sento gli altri intorno e siamo nuovi esseri dall’aspetto blattoideo. Siamo l’evoluzione parallela. La Direttiva K.
Nessuna vittoria; il ricordo della civiltà umana sarà sepolto nella nuova stirpe che condividerà il pianeta con la nuova specie dominante.