#LaRealtàdellImmaginazione

Un filo sottile separa la realtà dall’immaginazione.

Sara usciva, una sera, con delle amiche a passeggiare. Andavano a visitare le vie del centro storico, a mangiare e bere tra monumenti antichi e moderni. Marco era a lavoro di malavoglia e avrebbe staccato tardi, quella notte. Nei momenti morti le scriveva; lei però era impegnata a conversare, non guardava il telefono. Era una ragazza di serietà indubitabile e i due erano insieme da tanto tempo. Non avrebbe mai avvicinato un altro, né si sarebbe fatta avvicinare da alcuno che non fosse il proprio uomo. Egli ne aveva consapevolezza, e non le impediva di dividersi da lui all’occasione. Nondimeno quella sera il tempo di lui, dilatato dalla noia, passava senza ricevere risposta da lei, il cui tempo correva nel divertimento. Iniziò quindi a immaginare: lei che conosceva dei ragazzi impudenti, che, ebbra, dava loro confidenza, che liberava i pensieri nella tentazione del tradimento. Nulla di questo accadde, se non nella sua mente, ma ciò non impedì all’animo suo di turbarsi vieppiù al passare delle ore. Nell’agitazione del suo cuore chiamò la donna dopo un turno infinito; ella rispose ridendo e scusandosi per non aver visto i messaggi. Lui le si rivolse alzando la voce, accusandola di non averlo rispettato, insinuando il proprio sospetto, per provocare in lei una reazione ed esserne rassicurato, seppur nel conflitto. Ma il conflitto non verrà sanato.

L’immaginazione aveva agito come un fatto reale, e la realtà nulla aveva potuto.