#Meglioloblio

Nonna mi racconti ancora la storia del tuo nome?

Lia sorrise e si sedette sul letto vicino alla sua nipotina.

Allora, siamo alla fine degli anni ’40. La mia mamma era giovane bella ed innamoratissima del mio papà. Lei era più ricca e questo matrimonio non era stato molto accettato dalla famiglia della mia mamma. Soprattutto da mio nonno. Era un uomo molto burbero. Poco incline ad ascoltare ed accontentare gli altri. Prepotente, spesso imponeva il suo volere agli altri. Tanto che aveva detto ai miei genitori che se fosse nato un maschietto il nome sarebbe stato deciso da lui. Si sarebbe chiamato come lui che aveva il nome di un politico che a lui piaceva tanto, Benito!” Sospirò e poi riprese: “Nacqui io. I miei genitori erano felicissimi. Quando fu comunicato a mio nonno che ero una femminuccia, lui arrabbiatissimo urlò: e allora che sia Italia il nome!

Acconsentirono per amore della pace famigliare. Ma non mi chiamarono mai così. Io per loro ero ‘la piccola Lia’. Mio nonno urlava il mio nome e rimproverava chi osasse abbreviarlo, ma si dovette rassegnare. Per tutti io ero Lia. Così mi chiamano tutti. Soddisfatta?”

Guardò la piccolina. Era quasi addormentata. La baciò e uscì dalla stanza.

Non raccontò mai a sua nipote la vergogna che provava quando gli altri scoprivano che era la nipote di un uomo che, durante la guerra, aveva fatto cose inenarrabili. Non era necessario. Meno si ricordavano certe persone meglio era. L’oblio era il posto migliore, per loro.