#AloneTogether

Le finestre chiuse isolavano la casa dalla città che non dorme mai e il silenzio permeava ogni angolo della casa. Gli unici suoni provenivano dal ghiaccio che tintinnava nel bicchiere, dal sughero del tappo che lentamente veniva rimosso per versare il prezioso liquido ambrato.

Il profumo del Macallan invecchiato 18 anni rilasciò tutte le sfumature del suo aroma, contribuendo ad alleviare la tensione accumulata durate la giornata.

Odiava il suo lavoro. Era tutto ciò che non sarebbe mai voluto essere. Il ‘tagliatore di teste’. Andava nelle aziende, prendeva in mano i conti e cercava il modo di far aumentare i profitti intervenendo sul personale. Come se il problema fossero le persone e non l’avidità.

Quel giorno era stato particolarmente pesante e aveva preso una decisione. Non avrebbe portato a termine il suo incarico e non lo avrebbe fatto mai più. Aveva rovinato troppe vite, anche la sua. Il giorno dopo avrebbe rassegnato le dimissioni e cercato un lavoro come avvocato per aiutare chi davvero ne aveva bisogno.

Con il bicchiere in mano si avvicinò alla finestra. Osservò le luci della città, le sue sfumature e le milioni di vite che l’animavano, con i loro sogni, le loro paure. Alle volte soli in mezzo a decine di altre persone.

Si voltò, sfilò dalla custodia il disco e lo appoggiò sul piatto. Il fruscio della puntina fu il preludio alle note che svuotarono la casa dal silenzio, “Alone Togheter” di Chet Baker riempiva la casa e cullava i pensieri.

 

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