#Spazio

Tutto le andava stretto.

I suoi vestiti, che da quando aveva smesso di controllare la fame nervosa, doveva cambiare in continuazione.

La sua stanza, per lo stesso motivo, piena com’era di nuovi abiti.

La palestra, dove toccava sempre fare la fila per usare i macchinari.

Il suo ragazzo, per il quale dopo tre anni non provava più passione. Nell’ultimo mese l’aveva tradito quattro volte con tre ragazzi diversi, ma i sensi di colpa non le avevano permesso di sentire nulla.

Il suo lavoro, dietro uno sportello a vender prodotti finanziari a dei pidocchiosi ai quali era contenta di mollare ogni tanto qualche fregatura.

La sua macchina, piccola e comoda in città, ma mai sufficiente a metterci tutte le valige quando partiva per qualche giorno.

Roma, così decadente e caotica di giorno, così parca di alternative alla moda la sera.

Le sue amiche, quasi tutte sposate e con figli, che ormai la chiamavano al massimo per un aperitivo.

I suoi genitori, che da almeno da quando aveva un posto fisso avevano smesso di preoccuparsi, e si erano piazzati davanti la TV senza parlare più di nulla.

E a chi le faceva notare che la sua era stata sempre una vita felice, senza lutti, senza malattie, senza preoccupazioni economiche, avrebbe voluto urlare che le era sempre mancato lo spazio.