#UltimoSaluto

Lo trovarono così, riverso sull’asfalto. Con in mano stretta un lettera.

Oggi, 2 giugno 2017 decido che per me può finire qui. Spesso ho sentito dire che chi si uccide lo fa per vigliaccheria. Non per me. È anzi un atto di coraggio da parte mia, l’ultimo. Ho cercato in tutti i modi di farvi ragionare. Siete i miei fratelli e ci ho provato. E so che, alla vostra maniera, mi volete bene. Ma i vostri pensieri, il vostro egoismo, il razzismo che mostrate nei confronti di chi non ha il vostro tenore di vita, nei confronti delle persone che lavorano nella nostra azienda, mi ha disgustato. Siete pessimi. Nostro padre si vergognerebbe di voi, lui che ha subito razzismo e vessazioni dai padri dei vostri amici, non dimenticatelo mai!

L’ultimo degli episodi è stato due giorni fa. Vi ho sentiti discutere su come il futuro dei nostri operai non fosse importante per voi. La cosa importante era ‘Non perdere altri soldi’.

La mia morte dunque la aggiudico a voi. Sono stanco di vedere ciò che fate. Stanco di sentirvi, stanco di parlare al vento. Guardatemi bene, riverso in terra. La colpa è vostra.

Salutatemi la mamma.

A voi va tutto il mio disprezzo.

Mario“.