#Fantasmi

La prima che vedo, appena varcata la soglia di casa, è Silvia. Sta leggendo una copia di “La Versione di Barney” sgualcita e piena di orecchie agli angoli delle pagine. Detestavo quell’abitudine e credo che, a un certo punto, lei se ne fosse accorta per via della quantità industriale di segnalibri che ‘accidentalmente’ le facevo trovare nei romanzi che le regalavo. Da parte sua, aveva portato avanti una crociata a favore delle dediche scritte a matita sui frontespizi dei volumi che mi donava per i compleanni. Ho sempre detestato scrivere sui libri ma a lei piaceva personalizzarmeli. Ovviamente quelli sono i romanzi che ora non riesco più a leggere.

In camera trovo Manuela. Ha lo sguardo irritato che esibiva ogni volta che lanciava un’occhiata nel mio armadio. Ha sempre odiato la mia incapacità di mantenere un minimo di ordine fra le mie cose e detestava il fatto che mi rifiutassi di acquistare dei jeans nuovi fino al momento in cui quelli che utilizzavo non si fossero strappati per l’usura. L’ho rivista in centro pochi giorni fa e non ho potuto non notare l’eleganza assoluta del suo nuovo compagno.

Mi infilo a letto cercando di godermi la sensazione delle lenzuola fredde che si adattano lentamente alla temperatura del mio corpo ma so che, al mio fianco, troverò Martina. Anche se sono passati già tre mesi non riesco a togliermi dalla testa quei piedi gelati che, prima di dormire, ficcava tra i miei soffocando un risolino per le mie (finte) grida di dolore.

Chiudo gli occhi.