#Lafortunanelperdere

Mamma ho perso

Gara di judo. Di quelle gare sfiancanti che durano ore, ore e ancora ore. Di quelle che ci sono talmente tanti atleti sui tatami che dagli spalti scambi  tuo figlio con un altro, e tifi per quello sbagliato fino a che sua madre, seduta di fianco a te, ti chiede se tu conosca suo figlio. Di quelle che tra un incontro e l’altro potresti leggerti la trilogia del Signore degli Anelli.

Mamma ho perso“.

Mio figlio mi parla, lo guardo ma non rispondo. Cerco di capire dai suoi occhi esattamente cosa vuole che io risponda. Disapprovazione? Consolazione? Vuole un abbraccio? Chissà se è al corrente che, nonostante i nostri sforzi, nella vita ci sono le giornate sì e quelle no. Che il perdere spesso è un’opportunità per capirti meglio, e questa “fortuna” la vittoria di certo non te la da.

Il fallimento, che fallimento in questo caso comunque non è, ti aiuta a metterti in discussione e a rialzare la testa. Vuoi che ti insegni che il perdere, figlio mio, ti allena meglio alla vita? Che a vincere sono bravi tutti?

Mamma ho perso“.

Lo guardo e sorrido. E lui capisce che nulla vale più di un mio sorriso mentre mi si illuminano gli occhi. Che la bellezza nell’imparare sta anche nel fare passi falsi per poi rimettersi in gioco. Perché l’importante è esserci stati, aver vissuto l’esperienza e andare avanti.

Mamma ho perso“. Mi guarda con gli occhi sereni.

Andiamo a farci un gelato di tre palline, figlio, dobbiamo festeggiare“.