#Houston

La chiave spaiata di questa settimana, la mia chiave, è Houston.

Houston è il problema, il mio e, forse, ho finalmente capito che non sarà mai la soluzione.

Houston è un amore tossico da cui si dovrebbe scappare, se solo se ne avesse la forza. E’ un amore tossico perché, come una droga che pensi ti faccia stare bene, alla fine ti annichilisce, ti svuota e ti annienta.

Houston è divertente, intelligente, arrogante, fastidiosamente bello e mi tiene testa – cosa che per me vale almeno 150 punti Grifondoro – ma se io per lui sarei saltata nel fuoco, lui, per me, non avrebbe messo nemmeno i piedi in una pozzanghera.

Troppo pieno di sé, per vedere me.

Houston è inferno e paradiso. La persona che ho più amato e odiato, per cui ho e avrei messo in discussione tutto: vita, famiglia, amici.
Houston spariva e poi ritornava, a distanza di sei mesi, giusto il tempo di gonfiare il suo ego, il tempo per dimenticarmi del dolore, ma non abbastanza per andare avanti.

Ogni volta mi ripromettevo che sarebbe stata l’ultima. Non potevo stare così male, non io, troppo intelligente e razionale per soffrire d’amore. Eppure di lui mi sono innamorata, come una cretina.
Houston è entrato ed uscito dalla mia vita quattro volte in questi ultimi due anni. Due anni di “questa è l’ultima volta, ora basta” ma poi lui ritornava ed io ci ricadevo, fino a qualche giorno fa, quando – dopo l’ennesima sparizione – ho detto basta, basta per l’ennesima volta.
Da oggi inizia il mio percorso di disintossicazione, da te.