#UnaMoneta

Giorni or sono, una mattina, mi capitò di mano una moneta, mentre cercavo qualche soldo per il caffè, prima di entrare a lavoro. L’avevo raccolta dal mio portamonete, come faccio sovente, senza osservarla se non per notarne le cifre dei valori, incisi sul fronte a grandi caratteri. Stavolta, però, il mio sguardo cadde per caso sul retro, col suo disegno specifico e la sua dicitura, e notai che non era una moneta italiana. Questa visione non voluta destò in me molti pensieri.

Si trattava di una moneta slovena da cinquanta centesimi di euro, con la figura del monte alpino Tricorno, cima più alta del paese e suo monumento naturale nazionale, e sopra di esso la costellazione del Cancro, costellazione sotto la quale, pare, avvenne un tempo la conquista dell’indipendenza da parte della nazione. La scritta, ben visibile, recita in lingua madre: ‘Oh Tricorno, mia casa’; sorta di invocazione colma di sollievo, quasi di un pellegrino che torni al luogo natio dopo tanti anni.

Immaginai la lunga strada percorsa da quella semplice moneta, di borsello in borsello, fin nella capitale d’Italia. Chissà quante lande straniere gli era capitato di attraversare, e quanti uomini di conoscere! Fosse stata dotata di coscienza e ragione, avrebbe acquisito certo, durante i suoi viaggi, una desiderabile saggezza.

Per cui, volli idearvi sopra una storia, come pretesto per poter parlare di molte cose varie e interessanti, tipi umani e situazioni, per coloro che intendano, assieme a me, interessarsene.