#Telepatia

A 16 anni scoprii di possedere il dono della telepatia. Era rimasto latente dentro di me fino a quel momento per poi sbucare fuori insieme all’acne e alla passione per le ragazze dai capelli corti.

Mi ci sono voluti diversi anni per affinarne l’utilizzo ma ora confesso di essere molto bravo. Mi basta fissare qualcuno, mi concentro e inizio a udire ciò che sta pensando come se lo stesse sussurrando nel mio orecchio. A volte passo pomeriggi interi a percorrere strade affollate, allenandomi a navigare nell’oceano di pensieri che mi assalgono con la stessa violenza dei passanti che mi urtano regolarmente. Navigo in un mare composto da preoccupazioni per il futuro, ricordi piacevoli, traumi mal curati, gioie indescrivibili. Sfoglio vite altrui come fossero le pagine di un quotidiano al bar.

Tutto questo, ovviamente, ha un piccolo prezzo da pagare, una di quelle clausole invisibili in calce a ogni contratto. Talvolta capita che provi a leggere i pensieri di parenti, amici, della mia compagna… e non senta nulla. Un silenzio assordante che suonerebbe minaccioso in qualunque circostanza.

Gli unici pensieri altrui che non posso leggere sono quelli che riguardano me. Ora sono nella condizione di scoprire i segreti celati nella mente di un boss del crimine ma non di constatare se mio padre sia davvero fiero di ciò che faccio.

Passi la vita a fingere di non essere interessato a ciò che gli altri pensino di te per poi scoprire che è l’unica cosa che vorresti davvero sapere.

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