#UnPreziosoAiuto

“Questi ultimi cinque mesi sono stati per me terribili, come sotto minaccia di distruzione. Il senso comune crede che la depressione sia solamente uno stato di tristezza recondita, quasi la normalità in una società come la nostra, che reprime gli impulsi più veri in favore di quelli più artificiosi; l’intima natura per l’affermazione di una falsa esistenza. Eppure io non mi sentivo triste, bensì svuotato di senso: dominato da un’apatia totale nei momenti migliori, da una totale disperazione in quelli peggiori. Il pensiero più oscuro è stato il desiderio del suicidio, che tornava a farmi visita con cadenza più o meno regolare. Mi dominava, non riuscivo a dominarlo, e passavo ore intere a immaginare il metodo migliore per spegnere il fuoco, fiacco e inutile, della mia vita. Tutte le mie attività preferite, le mie passioni, mi erano precluse, dalla lettura alla scrittura, dalla vita mondana ai rapporti con le persone. Se anche le tentavo, era come se non vi partecipassi, ma le subissi inerme senza ricavarne alcun piacere. Neppure l’orgasmo percepivo più mio, né mi allettava. Era frequente che capitassero accessi di pianto immotivati, causati da un’altrettanto immotivata perdita di stima in me stesso e fiducia nel mondo intero. Non amavo nulla e soffrivo incalcolabilmente. Ma ora, tutto si è concluso, quasi in modo inaspettato, d’improvviso. Ora mi sento bene, risorto grazie al suo prezioso aiuto”.

La psicologa lo guardò accennando un sorriso, soddisfatta del proprio lavoro.