#Missione

L’espulsione dalla capsula di interconnessione è stata eseguita in modo maldestro, sembrava quasi che l’ufficiale di manovra volesse rinunciare, stavamo per riposizionarci nell’assetto statico di navigazione intracapsulare, invece all’improvviso abbiamo ricevuto l’ordine di evacuare il modulo. Come da addestramento amigdalare ci siamo lanciati nel buio, nella speranza di trovarci nel corridoio primario di collegamento per raggiungere il prima possibile il varco che porta alla Matrice. Non mi sono voltato indietro per aspettare gli altri, la nostra formazione prevede e concentrazione e un assetto della massa tali da sfruttare al massimo la spinta propulsiva. Una svirgolata in questa lattigine siderale vorrebbe dire perdere velocità. Sono esausto, la membrana protettiva sta esaurendo il suo potere di resistenza. Avverto suoni nuovi e un rialzo di temperatura esterna: ce l’ho fatta. Tra poco sarò inglobato nella sfera che la Matrice ha settato per me. In poco tempo sarò attaccato al cavo di alimentazione che mi consentirà di concludere il processo bioevolutivo. La buona sorte ha voluto che anche un’altra recluta abbia concluso il percorso con successo. Benvenuto compagno mio, XX o XY che tu sia, quando il processo di metamorfosi programmata ce lo consentirà, potremo anche sfiorarci e farci compagnia.

Ma che fai, piangi adesso? Che sfiga l’ho detto così, perché ci siamo appena sistemati. Guarda, sono contento, invece. E poi per fortuna nessuno dei due ha gemelli in famiglia no?