#IlPortafoglio

La stazione centrale era la mia casa ormai da un anno. Avevo perso tutto: famiglia, lavoro, speranza. Mimetizzavo le mie paure sotto cartoni e coperte malmesse, mentre la gente passava indifferente. Vivevo ogni giorno un incubo dal quale non riuscivo a svegliarmi.

Poi un giorno tutto è cambiato.

La voce metallica degli altoparlanti annunciava la partenza imminente del treno per Roma delle 19:15. Io ero fermo al mio solito posto, quando un uomo ben vestito mi è sfrecciato davanti, in ritardo. Così correndo aveva perso il suo portafoglio proprio a pochi passi da me. L’ho raccolto in fretta da terra e ho avuto subito l’istinto di aprirlo. Dentro c’erano un sacco di soldi. La tentazione di prenderli era fortissima. Non vedevo così tante banconote insieme da non so quanto tempo. Eppure, a fatica, mi sono alzato e ho rincorso l’uomo per restituirgli ciò che era suo. Ma purtroppo era tardi. L’ho visto salire sul treno, senza poter fare nulla. Il giorno dopo ero di nuovo al mio posto e di quei soldi non avevo speso neanche un euro, logorato dai sensi di colpa. All’improvviso, però, ho riconosciuto l’uomo della sera prima fermo al bar della stazione. Sono corso verso di lui e con l’affanno gli ho restituito il portafoglio. Non dimenticherò mai il suo sguardo felice.
Da allora è tutto diverso. Grazie a quell’uomo ora ho un lavoro, una dignità. Però, ogni volta che passo dalla mia vecchia “casa” non scordo mai l’onestà di quel clochard che mi ha ridonato la vita.