#BunjeeJumping

Aspetti fuori dal cancello dell’asilo, specchiandoti furtivamente nella fotocamera del cellulare e strizzando gli occhi, non abituati alle lenti a contatto. Quasi rimpiangi gli occhiali. Le labbra di un insolito colore rosso vivo (pensare che non ti truccavi quasi mai!), e poi quel nuovo caschetto corto al posto della vecchia informe coda di cavallo.
Sei uscita di casa trascinando un recalcitrante Tommaso ancora col grembiulino blu mezzo sbottonato.
Stai benissimo, sembri un’altra” aveva commentato la vicina di casa.
Era successo tutto per un impulso improvviso. Lo avevi invitato a bere un caffè, “uno di questi giorni“, dopo che lui ti aveva rivolto quel suo sorriso caldo e luminoso e aveva fatto un commento sul libro che spuntava dalla tua borsa.
E tu ti eri buttata, con un senso di vertigine che doveva essere simile a quello provato da chi si lancia col bunjee jumping. Un salto nel vuoto che non avevi mai osato fare in vita tua.

Eri atterrata sul morbido quando lui aveva accettato.

Ora alzi

gli occhi dal display e lo vedi arrivare tenendo per mano una bambina bionda con le trecce.
Mentre lui si avvicina senti il tuo volto allargarsi in un timido quanto inarrestabile sorriso. Lo fissi e fai per aprire bocca.
Lui si ferma, esitante. “Ci conosciamo?” chiede.
Sbatti le palpebre. Lo sguardo annebbiato. Ma stavolta non è colpa delle lenti a contatto.
Rispondi, con un filo di voce.
Scusa, ti avevo scambiato per qualcun altro“.