#Mattine

Colazione. La colazione è importante, è il pasto con cui inizi la giornata, quindi prenderò cappuccio con cornetto cioccolato e sigaretta e cacata e caffè e altra sigaretta e così via. Saluto la cicciona dietro il banco: “‘Ngiorno“, lei non mi saluta. Mai. Fanculo. Esco, fumo e vado al lavoro. Sono all’ufficio posta, smisto lettere. Entro salutando Marietto, che è fuori a fumare: “Ciao Marietto!“, “Eh, qua bisogna scopare” mi dice. Faccio pollice su e intanto salgo le scale. In ufficio c’è già Megghi, molto carina, chiavabilissima, però strana, d’altronde: “Ciao Meg, come va?“, “Bene, grazie“. Prendo la bottiglietta d’acqua dal mio tavolo e ne verso un goccio nel suo vasetto di margherite, come lei. Mi guarda e mi dice: “I cazzi tuoi?” Ok. Mi dirigo in silenzio verso i cessi, che la colazione salutare funziona e spinge di brutto. Incrocio Toni, che ha il passo lesto: “Dove vai?“, “Devo andare devo andare!“, “Vai!” dico, “dove cazzo vuoi” penso. Toh! C’è la finestra aperta che dà sulla strada, oltre il muro. Potrei uscire, potrei scappare, son due anni che sto in manicomio, che mi fingo pazzo. Ma chi me lo fa fare, ho provato a stare fuori, ma rischio d’impazzire davvero. Ora cago, poi vedremo.