#RischioCalcolato

Devo confessarvi una cosa: io amo il rischio.
Non l’ho mai visto come un temibile ostacolo ma, semplicemente, come il corollario di ogni scelta impegnativa e non mi sono mai fatto problemi ad affrontarlo.

1) A dodici anni mi infilai nella grata del sistema di ventilazione scolastico per recuperare una figurina che ne era stata risucchiata, sapendo che la professoressa avrebbe potuto beccarmi da un momento all’altro;

2) A vent’anni decisi di saltare la coincidenza con il treno che mi avrebbe riportato a casa per passare un’altra ora con la ragazza che mi piaceva pur sapendo che avrei rischiato di incappare in uno sciopero generale;

3) A trent’anni investii una discreta somma nello sviluppo di una start-up nonostante alcuni colleghi avessero ribadito che il momento storico non era favorevole per questo genere di ambizioni lavorative;

4) A trentasette anni ingurgitai ogni forma di gelosia e scetticismo spronando la mia compagna a intraprendere un viaggio di lavoro che ritenevo davvero determinante per la sua vita e per future opportunità professionali;

Ok, ora la verità: 1) fui sospeso da scuola, 2) persi il treno e rimasi in stazione per 8 ore senza conquistare la ragazza, 3) l’investimento si rivelò un fiasco e 4) la mia compagna mi lasciò per un ragazzo incontrato durante quel viaggio di lavoro.

Perché è vero che io amo il rischio ma inizio seriamente a temere che questo amore non sia corrisposto.