#Assoluzione

L’interno è fresco e in penombra. Profuma di incenso e legno vecchio, un odore che gli ricorda la sua infanzia.
Non entrava più in chiesa da molti anni. Ma ora ha bisogno di tornare a credere, di sentirsi accolto.

Percorre la navata laterale e, dopo un istante di esitazione, si inginocchia davanti alla finestrella del confessionale.

Buongiorno, figliolo. Cosa mi racconti?“.

L’esordio un po’ lo stupisce. Si aspettava un accusatorio “In cosa hai peccato?”. Chi si accosta alla confessione deve essere per forza pieno di colpe.

Mi sono… Innamorato, padre“. Padre. Il suo vero padre aveva detto di non volerlo più vedere. Per quanto lo riguardava, non aveva più un figlio.

Beh, è una buona notizia, no?“. La voce al di là della grata sembra quella di un uomo giovane. “Magari la Chiesa si sta davvero rinnovando“, pensa.

Il fatto è… Che lui… È un lui“.
Figliolo, l’amore ha due soli limiti. Libertà e rispetto. Ora vai“.
Ma la penitenza? L’assoluzione?
Se è tutto qua, non hai niente da cui farti assolvere“.

Incredulo, si alza e si avvia verso il portale di legno.
Poco dopo, spuntano dalla porta del confessionale due piedi calzati in All Star scolorite e due gambe vestite di un paio di jeans.
Sorride. Ogni volta si stupisce di quanto sia facile.

Sente aprirsi la porta della sacrestia, là in fondo. La voce irata del parroco lo insegue mentre, a passo svelto, guadagna l’uscita.

Ancora tu!“.
Sarei stato un prete fantastico” pensa saltellando giù per i gradini della chiesa.