#Nebbia

Kate non aveva la minima idea di quanto tempo fosse passato o da quando si era persa in quella nebbia fittissima.

Era sicura di trovarsi ancora nel terreno alberato che circondava la sua tenuta, ma quella maledetta nebbia le aveva fatto perdere completamente l’orientamento e il senso del tempo.

Era impossibile riuscire a vedere a più di un passo di distanza.

Tutto sembrava addormentato attorno a lei. Tutto giaceva silente e soffocato dalla densa foschia.

Sconfortata, si sedette a terra poggiandosi al tronco di un faggio quando ad un tratto udì una voce:
Kate!

Era Lawrence!

Con un tuffo al cuore, corse ad abbracciare suo marito dal quale non riceveva più notizie dal fronte ormai da diversi mesi.

Si abbracciarono e parlarono a lungo.
Era estasiata da questa sorpresa, ma suo marito era esausto e le disse che voleva riposare.

Con espressione fiaccata, Lawrence si girò e si addentrò deciso nel muro di nebbia.

Kate raccolse lo scialle che le era caduto dalle spalle, e quando si voltò già non lo vedeva più.

Si avviò a passo veloce nella stessa direzione.

Non lo sentiva.

Cominciò a sentirsi inquieta, di nuovo persa e sola.

Iniziò a correre con le lacrime agli occhi.

Finalmente riuscì a vedere qualcosa emergere dalla nebbia: l’ingresso della tenuta.

Lo seguì confortata finché giunse davanti la colonna del portico. Notò qualcosa di strano affisso su di essa.

Un necrologio.

Si avvicinò turbata e, con un brivido gelido, riuscì finalmente a leggere i caratteri vergati:

Kate Wilbrow, 6 Febbraio 1915