#Direttivo 1.6

Antonio, 1940, operaio di origine partenopee, si trasferisce a Torino per lavorare alla Fiat.

Comunista e sindacalista militante, conquista lo Statuto dei Lavoratori, la scala mobile.

Il suo unico figlio Nando, nasce nel 1970.

Si diploma perito industriale, poi decide di iscriversi all’università, si laurea ingegnere, assunto alla Fiat diventa quadro a tempo di record.

Nando lavora sodo, si iscrive alla Lega Nord perché disprezza i terroni, e lecca il culo al superiore.

Riesce ad arrivare a fine mese pagando il mutuo e mantenendo la moglie casalinga che lo rende cervo.

Ha il suo primo figlio nel 1994, Alberto.

Anche lui si iscrive all’Istituto tecnico, che rispetto a quello in cui ha studiato suo padre è un ovile.

Non impara una mazza, passa i pomeriggi a guardare Amici e a farsi le seghe su internet, non fa sport, non legge. Non si iscrive all’università perché come la gran parte dei suoi coetanei crede che non serva a trovare lavoro.

Alza due spicci portando pizze in bicicletta, respirando tutto il giorno smog e spende tutto quello che guadagna in alcool, droga e puttane di strada.

Odia gli immigrati perché pedalano più forte di lui.

Se qualcuno gli dice che è vittima di una società classista, non capisce che vuol dire, pensa che qualche snob radical-chic lo stia prendendo per il culo.

Alberto è fiero della sua ignoranza.

Alberto è il futuro del paese.