#Cadere

Il tonfo della busta della spesa fu fortissimo. Tania strinse i denti per non imprecare, aprì la porta e prese la busta. La bottiglia di salsa era esplosa. Guardò la busta, la salsa e tutto il resto e pensò che voleva piangere.

Ta, che è stato sto botto?

Me s’è rotta la busta della spesa. E la bottiglia della salsa”

Porca miseria

Sentì i passi di sua madre. Arrivò con stracci e carta.

Daje ‘mpò porta dentro la spesa

Tania prese quello che poteva, sporcandosi le mani e mise tutto sul tavolo. Si mise a sedere. Pensò a com’era misera la sua vita e quella di sua madre. C’era stato il tempo in cui erano benestanti. Vacanze e cene fuori non mancavano mai. Ma poi il padre era morto lasciando debiti che loro non sapevano di avere. Era tutto cambiato. Ora faceva la commessa. La mamma sembrava non soffrire ma Tania pensava che soffrisse eccome per quella caduta in disgrazia che avevano subito.

Ma che c’hai? Stai a fissà la finestra!

Scusa mà, non ti ho neanche aiutato a pulire

É successo qualcosa?”

No. Tranquilla. È che pensavo a prima

Ascolta bella de mamma. Io te vedo e me dispiace. Anzi me piagne er core. Ma davvero, n’è cosa grave. Io sto bene, tu lavori. Che ce manca? Lo sai che devi pensà? Che quanno se arriva cor culo per tera bisogna esse bravi a fa ‘no slancio e riarzasse, come avemo fatto noi due. Da sole. Invece de tanti che rimangheno per tera a piagne. Capito?

Tania la guardò. Era vero, non le mancava niente. Erano cadute. Ma ora erano in piedi.