#Prosciutti&Ricordi

Ho il ricordo limpido di un pomeriggio passato con mio nonno.

Devo avere all’incirca sei anni e la giornata ci vede coinvolti nel rito della spesa al supermarket. A distanza di tempo mi meraviglio dell’audacia di mia nonna: spedire due maschi a fare compere è gesto folle e altamente sconsigliato.
Mi rivedo bimbetto, accanto a mio nonno, intento ad aiutare nello spingere il carrello per raggiungere le casse e pagare il conto. Nel momento in cui iniziamo ad allineare gli acquisti qualcosa inizia ad apparire sospetto. Entrambi guardiamo il carrello mentre lo svuotiamo, ponendoci la stessa domanda silenziosa. Voltiamo gli occhi… e vediamo il prosciutto, l’acquisto fondamentale per il quale nonna si era iper-raccomandata, placidamente appoggiato sul bancone del reparto macelleria.
Incuranti del carrello che blocca le file alla cassa, scattiamo entrambi percorrendo gli scaffali per recuperare ciò che stavamo dimenticando. Ho il ricordo cristallino di mio nonno che mi guarda e dice: “Siamo proprio due frane“.

Da tempo ho iniziato a notare come alcuni ricordi relativi a momenti importanti della mia vita si siano dissolti. Traguardi, fallimenti, amori… molti fatti salienti li rivedo con noncuranza, come se non sentissi la necessità di conservarli all’infuori del puro valore affettivo. Questa storia risale a quasi 30 anni fa e so rievocarne ogni dettaglio.
Perchè alcuni ricordi si infilano così in profondità NONOSTANTE non abbiano scandito fasi fondamentali della nostra Vita?