#Esepoi

Quanto mi piace Luca. È geniale: bello, intelligente, sempre la frase giusta per tirarti su. E il culo, Dio, ha un culo… Ho deciso: lo chiamo.

O magari aspetto domani, uscendo dal lavoro: ci incontriamo tutti i giorni, sarà più spontaneo. Non vorrei che s’immaginasse che sto tutto il giorno a pensare a lui. Certo che gli penso. Mi sa che sono quasi innamorata. Domani. Domani gli chiedo di uscire.

E se dice di no? O se dice di sì solo per essere cortese? O perché gli sembro morta di fame e una scopata non si rifiuta mai? No, perché anche i migliori uomini del mondo, se gliela sbatti davanti, non è che rinunciano.

No, dai, Luca non è così. Domani gli chiedo di uscire.

E se non gli interesso? Se mi vede solo come un’amica? Forse quelle occhiate, certi sorrisi che mi fa quando ci incontriamo in ascensore o al bar, le chiacchiere alla fermata del tram, le fa solo per essere simpatico, sono io che ho frainteso.

Non sopporterei di passare per la tipa che si è immaginata che ma invece a lui non poteva fregargliene mezza. Davanti a tutti, poi: i colleghi, la gente che aspetta il tram. Magari finirei anche in un cazzo di video Youtube: figura di merda di una poraccia.

Potrei telefonargli. Ma se poi mi dice di no, con che faccia lo guardo domani? E se invece dice di sì ma non so se è sincero? Al telefono come potrei essere sicura?

Meglio aspettare. Un segnale, indizi, un’occasione imprevista. O magari è lui che fa il primo passo. Sì, aspetto di essere sicura. Quando non avrò più dubbi.