#IlMetodoScettico

Renè Descartes, detto Cartesio, un giorno, svegliandosi, chiese a se stesso: Che vuol dire filosofare?

La scienza filosofica l’aveva sempre attratto come un alcunché di esoterico, incomprensibile ai più; un paese misterioso contenente grandi ricchezze, interamente da esplorare, i cui tesori si rendevano però disponibili solo a pochi eletti. Tuttavia, non aveva mai colto il senso di questa speciale elezione, cosa facesse di un uomo un predestinato e privilegiato rispetto alla massa degli altri. Ogni mattina si interrogava su che significasse fare filosofia, su quale fosse il fondamento, la ragion d’essere di questo fare peculiare. Sognava anch’egli di far parte della nobiltà di corte di quelle profonde menti a lungo studiate, di poter dire la propria su qualche tema di importanza capitale per il mondo e la cultura spirituale. L’aveva in sé, ma non riusciva a trarne fuori la chiave: la soluzione al problema, la risposta a quell’iniziale domanda.

Cominciò a pensare di non poter arrivare tanto in alto, che la sua intelligenza non fosse in grado di raggiungere ciò che con tanta passione ed impegno anelava. Tutte le certezze che aveva nei riguardi di se stesso caddero d’un tratto. Fu in quel momento che, quasi non volendo, vide, chiara e distinta, la questione.

“Il dubbio!”, gridò: “Il dubbio che distrugge le colonne portanti del sapere, esso solo permette di ricostruirlo da zero”. Allora, l’oscurità si diradò, le nubi lasciarono posto al Sole, ed egli, infine, divenne filosofo.