#Vicina

Una delle cose belle di abitare da solo è stare al cesso quanto vuoi. E io sto scannando in auto per tornare e sparare, me lo sento, una delle cagate più memorabili che abbia mai fatto. Parcheggio sotto casa e la percezione dello stronzo che sta per uscire mi fa fare le scale volando. Vado veloce ma so di avere ancora qualche minuto di autonomia, che impiegherò per tirarmi su il bombolone che mi accompagnerà a scrivere questa personale pagina di Storia. Tutto pronto per rollare ma mi rendo conto di essere senza sigarette. La neo vicina so che fuma chiedo a lei. Stringo il culo e suono il campanello, DRIN, chi è chi non è e mi apre. In due secondi le faccio la radiografia: capelli arruffati, Tshirt comoda no reggiseno, leggins neri, calze verdi alla caviglia, pantofole, ma un profumo: dolce, caramelloso, caldo, che per quanto mi fa tirare il cazzo penso che avrò un embolo. “Ciao, scusami, posso chiederti una sigaretta che son rimasto senza?” “Ma certo, aspe’.” Si gira e c’ha pure il perizoma! Senza ossigeno al cervello sento l’ictus vicino, ma poi torna e cerco di riprendermi. “Vuoi entrare, posso offrirti qualcosa da bere?” No, grazie mille, vado di fretta…”Come vuoi, alla prossima, allora.” La ringrazio, lei mi guarda maliziosa, o pare a me, comunque saluto che ho un record che bussa forte all’ano, e mentre guardo seduto al cesso il fumo della canna salire, ripenso se invece mi fossi fermato da lei, magari no, ma che ne sai. Cagherò col dubbio.