#ChiudiGliOcchiAlsole

Era una bella giornata di sole. La temperatura era mite, perfetta per una passeggiata.

Finalmente eravamo io e lui. Era tanto che non uscivamo. Con il brutto tempo era quasi un recluso, inoltre, era scomodo spingere la carrozzina perché dove abitiamo non è molto adatto a questo tipo di mezzo.

Il manto stradale era antico, pieno di ciottoli, e il marciapiede aveva una sola rampa di entrata quasi sempre occupata da qualche fenomeno del volante.

Oggi però, tutto era perfetto. Presi comunque una coperta e gliela sistemai sulle gambe. A quell’età si è fragili e il minimo spiffero d’aria fredda può costringerlo a una settimana al letto.

Aveva gli occhi felici e un sorriso stampato in faccia come chi vede per la prima volta il mondo.

Mi chiese di fermarmi.

-“Sai quante volte ti ho portato con il passeggino su questa strada per farti addormentare?”
-“Eh penso tante papà. Mi piaceva?”
– “Sì. Sorridevi come adesso faccio io. Guardavi il cielo e sospiravi, e quando il sole ti batteva sul viso chiudevi gli occhi ed eri felice. Ora sei tu che accompagni me. È strana la vita, e sembra quasi un cerchio che si chiude.”
– “Si, papà”

– “Dai spingi, andiamo al parco e vediamo se c’è qualche mio amico ancora vivo. Hai portato le carte?”

– “No papà non ci ho pensato”
– “Io però quel coso che suonava per farti smettere di piangere lo portavo sempre”
– “Tranquillo papà. Ti lascio lì e trono a prenderle”
– “Bravo figlio. Io chiudo un attimo gli occhi. Svegliami quando siamo arrivati”
– “Va bene papà”